Percorso della via Litina

Percorso della via Litina Percorso della via Litina

Dallo storico latino Varrone si apprende che da Rieti (Reate) si originavano tre strade, fra queste la via Litina che conduceva nell’alta valle dell’Aterno fino a Lista, antica capitale degli Aborigeni, per poi proseguire e collegarsi con il tratto di strada che portava alla via Salaria dopo Amatrice.

Il tracciato della via Litina è molto antico e risalirebbe al VII sec. a.C., pertanto molto prima della conquista della Sabina da parte di Roma.

 

percorso antico - moderno

La sistemazione della strada romana invece risalirebbe attorno alla meta’ del III sec. a. C.

La via dopo 22 Km (15 miglia) da Rieti raggiungeva Antrodoco (Interocrium) da cui, volgendo a destra, lungo le gole di Antrodoco, risaliva le falde del Monte Giano a fianco del fosso di Rapelle passando per il luogo ove è ora situata la chiesa della Madonna delle Grotte; proseguiva a est (all’incrocio per Vignola c’è il rudere di una colonna, forse miliaria, ritrovata più a valle lungo l’antico percorso della via di cui rimangono alcuni tratti di mura di sostruzione ) poi passava in prossimità dell’attuale Sella di Corno (qui fu rinvenuta una pietra miliaria che è tuttora collocata nella piazzetta del paese) ed entrava poco oltre la stazione ferroviaria di Vigliano (Fisternae) nella valle dell’Aterno. Praticamente l’attuale SS 17 segue fino al bivio per la Madonna della Mazzetto l’antico tracciato che pero’, poco dopo la stazione di Vigliano, doveva svolgersi a mezza costa,

tratto di sentiero antico nella vegetazione

sopra la statale, con un percorso ancora oggi a tratti percorribile, attraverso l’area dove si trovano oggi i ruderi detti “I Palazzi” dei Galantuomini (Colantoni), pressi i quali, nel Medioevo, sorgeva l’abbazia di S. Silvestro di Pietrabattuta e l’omonima Rocca.

 

tratto sotto i Palazzi Colantoni

L’antico sentiero proseguiva per la localita’ oggi detta “Sturabotte”, passando sopra il ponte detto “Nascusci”, fino al luogo dove e’ oggi la chiesetta della Madonna del Mazzetto; da qui giungeva fino a Casale, probabilmente passando sotto l’attuale ponte della ferrovia di Scoppito.

Continuava per S.Maria, S.Dorotea, Cese, Preturo (Pretorium), e quindi volgendo a sinistra per Colle, superava il fosso della Forcella arrivando a Pozza (qui si puo’ ammirare la fontana medievale dei Quinzi, ristrutturata nel 2013). Superata Pozza, proseguiva con un percorso oggi non completamente praticabile, sempre sulla destra dell’Aterno, per giungere al bivio di Teora, a circa 61 Km da Rieti.

 

antica chiesa romanica

Da qui, seguendo ancora l’Aterno sulla sua sponda destra, la via Litina raggiungeva la localita’ (area di S.Pelino al bivio per Cagnano) dove e’ ritenuto fosse Lista, l’antica capitale degli aborigeni a cui subentrarono i Sabini. (finora tutte le ricerche effettuate per la sua localizzazione non hanno dato frutti, anche se esiste una frazione di Cagnano, detta Civitella, che rimanda ad abitati medievali e forse precedenti; questa zona merita una sosta una sosta per visitare uno degli alberi monumentali d’Abruzzo, l’antichissima e maestosa quercia “Zi Co” in localita’ Corruccioni.

 

antichissima quercia in localita' Corruccioni (Cagnano Amiterno)

Proseguendo sempre mantenendosi a destra dell’Aterno, la via giungeva all’area di Marana e, dopo 8 Km, di Montereale.

 

Piana con i resti del castello medievale

Poiché la via sulla destra dell’Aterno non è oggi del tutto percorribile, si propone il percorso alternativo che da Preturo giunge al Cermone lungo la SS 80 bis per poi proseguire lungo il vecchio tracciato della SS 260 per Pizzoli, Barete, Marana, Montereale ed Aringo.

Il borgo di Barete, nei cui dintorni si trova un altro albero monumentale, la quercia di Basanello, si segnala particolarmente per l’antichissima chiesa di S. Paolo, uno dei primi luoghi di culto cristiano d’Abruzzo sviluppatosi attorno al mausoleo di Domitilla (figlia dell’imperatore Vespasiano) e per il rinvenimento di una colonna miliaria, murata nell’altare della chiesetta di S.Eusanio, recante il miglio LXXXIII.

Dopo Aringo la strada prosegue per Amatrice fino al ponte di Scandarello, e da questo raggiunge la via Salaria.

Abbiamo ancora notizia di questa strada, detta via Salara, in un documento dell’Abbazia di Farfa del 988 d.C.

Oggi la diramazione della Salaria verso la valle dell’Aterno è la SS 260 Picente; questo tratto, dopo la conquista romana, fu ampliato e reso carrabile ed in passato furono segnalati ritrovamenti di tratti di selciato stradale romano fra Montereale e Amatrice.

 




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