Percorso della via Valeria Claudia

Percorso della via Valeria Claudia Percorso della via Valeria Claudia

La via Valeria, prosecuzione della via Tiburtina e poi Valeria – Claudia, dopo la sua estensione voluta dall’imperatore Claudio fino alla costa adriatica, ha da sempre garantito un collegamento di questa con la costa Tirrenica, analogamente alla Via Salaria più a nord.

 

percorso moderno

Questa antica arteria transappenninica, utilizzata per la transumanza già in epoca italica, fu molto spesso teatro di importanti avvenimenti storici. Preziose, anche se sommarie, ci giungono da Strabone le indicazioni sulle città poste lungo questa via, la cui data di costruzione non è certa (si ipotizza attorno al 286 a.C.)

La via Valeria usciva da Tibur (Tivoli) e proseguendo lungo la sponda destra dell’Aniene entrava nel territorio degli Equi raggiungendo l’antica Varia (Vicovaro), da dove proseguiva per Carsioli (Carsoli) e quindi verso est in direzione di Colli di Montebove; in località Madonna di S.Vincenzo fu rinvenuta una pietra miliare.

Raggiunto e superato Colli di Montebove proseguiva seguendo il fiume Turano sulla sponda destra fino al valico di Montebove, dove iniziava la discesa e dopo circa 300 m deviava in direzione est verso Roccacerro. Poi proseguiva in direzione SE parallelamente alla SS 5 e dopo circa 500 m, con uno stretto gomito, puntava in direzione nord raccordandosi al percorso della strada moderna.

Probabilmente al Km 89,4 deviava ad oriente dritta per Tagliacozzo, nella cui villa Comunale (atrio del Comune) si conserva un miliario di epoca Nerviana. Poi, attraversato il centro di Tagliacozzo, la via si dirigeva ad est, lungo il tracciato dell’odierna SS 5 procedendo prima ad est, poi a sud est oltre Colle S.Giacomo e con ampia curva lambiva il colle sul quale sorge il convento dei Cappuccini.

Da qui, con un percorso più breve dell’attuale, procedeva dritto per Scurcola Marsicana, passando per S. Antonio. Proseguendo in direzione nord est raggiungeva dopo 1 Km circa il sito degli attuali ruderi del monastero di S.Maria della Vittoria per poi procedere per Cappelle, importante crocevia per la valle del Salto, per Reate (Rieti) a nord e per la Valle Roveto a sud (passando per i centri di Capistrello, Civitella Roveto, Civita D’Antino, S.Vincenzo valle Roveto e Balsorano). Alcuni autori ritengono che la via Valeria, da S.Maria della Vittoria, proseguisse con andamento rettilineo in direzione nord est fino ad Alba Fucens,

 

resti ben conservati di una antica strada romana basolata

mentre altri sono concordi nel ritenere che da Scurcola raggiungesse Cappelle e da qui il lago del Fucino, senza attraversare la città, considerando che il passare per la città di Alba Fucens comportasse un allungamento del percorso di circa due miglia.

La via Valeria passava poi davanti al bivio di Antrosano, nei pressi del quale era un altro bivio che conduceva ad Alba.

Da qui, andando verso est, passava per colle Pilato, Scanzagallo, S.Pelino, e quindi presso l’Osteria di Paterno. Lasciato sulla sinistra il bivio per Celano,

 

castello medievale

superava il torrente S. Iona, poi quello di Potito e procedeva in direzione di Cerfennia (l’odierna Collarmele). Poi, lambendo la sponda settentrionale del Fucino, oltrepassava la “Stanga di Celano”, raggiungeva al Km 130 il miliario LXXVII in corrispondenza della taverna del Cerchio e da qui si portava a La Taverna, 500 m ad ovest di Cerfennia.

Da Cerfennia iniziava il ramo di estensione della Claudia, fatta costruire dall’imperatore Claudio nel 48 d.C. per valorizzare il territorio gravitante attorno al lago del Fucino e per collegare l’Adriatico con l’area Tiberina. In realtà sembra che la via Valeria Claudia sia stata l’ammodernamento di un antico tracciato repubblicano con nuovi criteri costruttivi.

La via attuale, che ricalca quasi totalmente quella antica, è la SS 5 che collega Roma con Pescara, passa per la piana del Fucino in cui si segnalano i centri di Avezzano,

 

Il castello medievale ad Avezzano

Aielli, Pescina, S. Benedetto dei Marsi, Ortucchio, Trasacco e Luco dei Marsi; una segnalazione particolare meritano anche i vicini centri di Cocullo, Bugnara e Introdacqua.

Dalla Piana del Fucino parte anche la strada di collegamento con il Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, di cui si segnalano i centri di Pescasseroli,

 

Al Parco Nazionale d'Abruzzo

Opi, Villetta Barrea, Barrea e Alfedena.

Una pietra miliaria della Valeria - Claudia è stata ritrovata nei pressi di Chieti (l’antica Teate) che ci permette di stabilire l’anno di costruzione (48-49 d.C.), il punto di partenza (Cerfennia - Collarmele), quello d’arrivo (Ostia Aterni, l’attuale Pescara) e dati sulla costruzione dei ponti.

La via iniziava quindi nei pressi di Collarmele, in corrispondenza dell’80° miglio da Roma, lambiva le falde del monte Mandrino con un andamento più rettilineo dell’attuale e dopo circa 7 Km raggiungeva il valico di Forca Caruso (il mons Imeus della Tabula Peutigeriana).

La strada proseguiva in direzione di Statulae (Goriano Sicoli, dove in località “La Statura” si rinvenne un miliario dell’imperatore Magnenzio) per seguire poi il tracciato della attuale strada provinciale fino a Goriano Sicoli, e con direzione nord est doveva procedere fino al luogo dell’attuale Raiano passando tra i monti Serra, Urano, la Civita e Castellone.

Da Raiano la strada proseguiva in direzione nord est per circa due miglia, sfiorando Pratola Peligna, fino a Corfinium (Corfinio), da cui, probabilmente, doveva procedere in direzione nord fino al fiume Sagittario, per superarlo e incrociare la SS 17 al Km 180,5 per raggiungere Popoli dopo circa 4 miglia (pari a 6 Km).

Superato il ponte romano di Popoli e seguendo la valle dell’Aterno, in corrispondenza del Km 184,6 della SS 5 giungeva in prossimità della confluenza dell’Aterno con il Tirino, dove si poteva raccordare alla Claudia Nova.

La strada proseguiva poi in direzione di Interpromium (questo antico centro viene menzionato nell’Itinerarium Antonini ed è stato ipotizzato sorgesse vicino all’antica Abbazia di S.Clemente a Casauria, nella cui cripta è conservata una pietra miliaria degli imperatori Valentiniano, Valente e Graziano (373-374 d.C.).

La via proseguiva poi in direzione nord est sulla sinistra dell’Aterno tra Isolette e Colle Morto, guadagnando poi la sponda destra del fiume in prossimità del ponte della ferrovia, in località Fara Vecchia. Superato il torrente Orta, la strada ricalcava il tracciato dell’attuale SS 5.

Superato il bivio per S. Valentino la strada proseguiva a destra dell’Aterno fino a Scafa, dove in antico erano le terme. Sempre con lo stesso andamento la Claudia Valeria proseguiva in direzione nord est passando per Alanno e Brecciarola e proseguire a nord est verso Ostia Aterni (Pescara).

 

Antica Abbazia a Casauria

Un primo bivio per la città di Teate (Chieti), capitale dei Marrucini, si staccava in corrispondenza del Km 215,6 dalla via, che procedeva sempre a destra dell’Aterno, passava ad ovest della chiesa della Madonna delle Piane, toccava Fontanelle e raggiungeva Ostia Aterni in corrispondenza del km 232,5.

 




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