Percorso della via Poplica Campana

Percorso della via Poplica Campana Percorso della via Poplica Campana

Un’epigrafe di epoca repubblicana, rinvenuta presso la chiesa di S.Pietro a Coppito (ora al museo nazionale del Castello di AQ), testimonia dell’esistenza di una Via poplica Campana (strada che probabilmente l’esercito romano percorse nel 340 a.C. in guerra contro i Latini alleati dei Campani per raggiungere Capua, attraversando i territori dei Marsi, dei Peligni e dei Sanniti) presso la quale si sarebbe trovato il "Delubrum Feroniai"

 

lapide rinvenuta a Coppito

Un tratto di questa strada, la cui data di costruzione non e’ nota ma che doveva risalire certamente all’antico periodo repubblicano, era pressoche’ lo stesso dì tutte le vie che collegavano Roma alla Sabina, in quanto piste che collegavano la costa laziale con l’interno dell’Appennino erano già presente in epoca preistorica. Queste permettevano ai pastori dell’entroterra di spingersi verso la campagna romana, sia per i pascoli invernali che per la necessità di procurarsi il sale e raggiungere il mercato alla foce del Tevere. L’antichissimo percorso delle saline iniziava in prossimità della foce del Tevere, in territorio dell’antica Veio, risaliva lungo la riva destra del fiume, che guadava in corrispondenza del Foro Boario, si dirigeva verso Rieti (Reate) e da qui, ricalcando il percorso dell’antichissima via Litina, proseguiva per Antrodoco (Interocrium) per poi entrare nel cuore della Sabina, che, dopo la romanizzazione di quest’area e la creazione di importanti centri come Amiternum e Alba Fucens, diventava di importanza capitale per tutti i collegamenti con la costa adriatica, il Sannio e il sud dell’area greca.

Quindi questi antichi percorsi dovettero essere estesi, sistemati e in qualche modo integrati fra loro per permettere sia un piu’ agevole transito alle truppe sia per favorire gli scambi commerciali.

Il nostro itinerario

percorso antico - moderno

raggiungeva la Sabina, e Amiternum passando da Antrodoco, superava Sella di Corno ed il bivio per Vigliano (Fisternae), volgeva a sinistra (poco dopo la attuale stazione ferroviaria) e, seguendo un percorso di mezza costa ancora oggi visibile, doveva passare accanto ai ruderi  detti “I Palazzi” (dei Galantuomini o Colantoni, nei pressi dei quali, nel Medioevo, sorgeva l’abbazia di S. Silvestro di Pietrabattuta e l’omonima Rocca). Proseguiva per la lòocalita’ Sturabotte (passando sopra il ponte di età repubblicana  “Nascusci”), per procedere, lambendo la attuale chiesetta della Madonna del Mazzetto, in direzione NE verso il piano di Civitatomassa (Foruli), che superava a sinistra volgendo a destra prima del bivio per Collettara, in direzione di S.Anna, Cese e Preturo fino alla SS80 bis, che raggiungeva al Km 4,4.

Da qui si entrava nell’area di Amiternum.

La strada doveva poi raggiungere l’area di Poppletum (Coppito) luogo di rinvenimento dell’iscrizione (oggigiorno l’antico percorso non e’ del tutto praticabile, per cui si deve procedere lungo la strada dell’aeroporto dei Parchi che collega Preturo con Coppito).

In questa zona l’antica via superava il fiume Aterno e raggiungeva Pitinum (Pettino sulla SS80), nella cui area doveva trovarsi il Delubrum di Feronia citato nell’epigrafe (in effetti in quest’area, sul colle a sud del lago Vetoio, è tuttora presente un rudere, ritenuto una tomba o un Tempio anche sulla base di un’altra iscrizione, rinvenuta nei suoi pressi in una chiesa ormai distrutta, che si riferiva a personaggi che richiamavano il nome Feronia.

 

antichissimo manufatto in localita' Vetoio, a L'Aquila

Il manufatto e’ di notevole interesse, ma purtroppo, trovandosi all’interno di una propietà privata, per visitarlo occorre chiedere il permesso ai proprietari).

Da Pettino, procedendo verso levante, la via Poplica Campana doveva attraversare il colle sul quale sarebbe sorta la città dell’Aquila (probabilmente nella direzione dell’attuale via  Roma e l’attuale via Fortebraccio verso porta Bazzano)

resti di antiche mura di epoca romana nei pressi della stazione ferroviaria di L'Aquila

per proseguire, lungo la valle posta fra la città e Collemaggio, dritto fino alla SS17, in corrispondenza al bivio per Pianola.

Da qui doveva seguire l’attuale SS17 per S.Elia e Bazzano (Vicus Offidus), e procedere in direzione est; quindi deviare sulla SS261 in direzione SE lungo la sponda sinistra dell’Aterno,

Fossa - ponte romano restaurato in epoca medievale

 

 

Antichissima necropoli nei pressi di Fossaa Fossa

resti delle antiche mura di Aveia

per proseguire per Fagnano(Aufigianum), Fontecchio, S.Maria del Ponte - Tione, e raggiungere rispettivamente Beffi, Acciano, Molina, Castelvecchio Subequo (Superaequum).

Il fiume Aterno alle gole di S. Venanzio presso Raiano

Procedendo poi ancora in direzione SE raggiungeva Goriano Sicoli (Statulae) presso la via Valeria Claudia .

 

ponte romano monumentale a Campana

Abbandonata la valle dell’Aterno,la via Campana entrava nella valle Peligna e dopo aver superato il fiume Sagittario sul ponte La Torre, ricalcando l’antico tratturo giungeva a Sulmo (Sulmona,

mura dell'acquedotto romano a Sulmona

la città ai piedi del Monte Morrone nel Parco Nazionale della Maiella). Il percorso successivo è oggetto di due diverse interpretazioni. Seguendo i dati dell’ Itinerarium Antonini da Sulmona si portava a Pettorano, poi a Roccaraso e a Castel di Sangro (Aufidena).

Basilica di S. Maria Assunta a Castel di Sangro

Seguendo invece la Tabula Peutingeriana da Sulmona raggiungeva Cansano, Pescocostanzo, poi Roccaraso e Castel di Sangro. Infine da Castel di Sangro la via Poplica Campana raggiungeva Isernia (Aesernia), Telesia  e terminava a Capua, che, come noto, era attraversata dalla via Appia.

 




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