Percorso della via Cecilia

Percorso della via Cecilia Percorso della via Cecilia

Sulla data di costruzione di questa strada, come pure la sua identificazione con il nome riportato sull’epigrafe rinvenuta lungo di essa, non c’e’ una unanime concordanza fra gli studiosi.

trascrizione dell'epigrafe rinvenuta attestante la via Ceciliapietra con epigrafe attestante una via Cecilia

E’ probabile che, come altre vie, questa strada si sia formata nel corso di periodi diversi, da un primo antico tracciato, forse al tempo della conquista romana della Sabina attorno al 290 a. C., a successive sistemazioni ed estensioni in periodi diversi fino al I sec. a. C.). In epoche moderne sono state costruite le strade statali SS17 e SS80 e i rami ferroviari seguendo piu' o meno fedelmente questo tracciato.

Itinerario lungo la via Cecila con l'indicazione dei borghi interessati e dei principali punti di interesse da visitare

Questa via aveva lo scopo di collegare Roma con la città conquistata di Atri (Hatria), per poi estendersi fino alla costa adriatica. Arrivata ad Antrodoco (Interocrium) la via proseguiva inerpicandosi per il fosso di Rapelle fino alla contrada S.Terenziano, all’altezza dell’odierna chiesa della Madonna delle Grotte, da cui raggiungeva la località di Vignola; qui ancora oggi si possono vedere i resti, molto deteriorati, di una colonna, forse un miliario, ritrovata a lato dell’antica strada che passava appena a sud, in localita’ Fonte Canale, gia’ descritta dall’archeologo aquilano Persichetti a fine ‘800.

Ai tempi di oggi e' il percorso della statale SS 17 che prosegue fino a Sella di Corno con un tragitto lineare ed agevole, che ci permette di supporre una sua pressoche' sovrapposizione con il tragitto romano, anche se in realtà questo ne era poco più a valle, come dimostrano alcuni tratti di antiche mura di sostruzione ancora presenti.

Presso Sella di Corno, in località Ara di Bisciò, fu rinvenuto il miliario LXXII (72 miglia da Roma, riportato nella foto) che fu collocato nella piazzetta del paese dove ancora si trova; altri tre tronconi di colonne romane si possono vedere (uno di questi e' stato inserito in una fontana) all’ingresso del paese in uno spiazzo davanti a una chiesetta medievale.

resti di colonna miliaria rinvenuta presso Sella di Corno

E’ probabile che la successiva pietra miliaria si trovasse in località Cisterne in prossimità del bivio per Vigliano (Fisternae), dove la strada probabilmente incrociava un altro collegamento viario con Roma che attraversava la valle del Salto passando per il territorio di Tornimparte.

Oltrepassato Vigliano, la SS17, come probabilmente l'antico percorso, passa sotto ai ruderi dei Palazzi dei Colantoni, dove nel medioevo sorgeva l’Abbazia di S. Silvestro di Pietrabattuta con l’omonima Rocca;

Ruderi medievali detti Palazzi Colantoni in localita' S. Silvestro fra Vigliano e Civitatomassa

più avanti, in località Sturabotte, la statale passa vicino all'antichissimo ponte romano “Nascusci”

antichissimo ponte romano a un'arcata, in localita' Sturabotte

per arrivare davanti alla chiesa della Madonna della Strada dove doveva essere posizionato il miliario LXXVII.

La strada antica lambiva a sud Foruli (l’attuale Civitatomassa) per volgere a sinistra in corrispondenza del ponte di S. Giovanni, presso al quale si trovano i resti, molto degradati, di un monumento funerario romano (detto Casa la Jè); poi, dopo circa 500 m in direzione nord est (si prende ora la SS 80 bis), la Cecilia si dirigeva verso Amiternum andando dritto verso Pretorium (Preturo). Qui tornarono alla luce molti reperti di epoca romana, resti di edifici, mura e colonnati.

Proseguendo in direzione nord est la Cecilia proseguiva sempre dritta (mentre l’attuale SS17 piega leggermente a sinistra all'altezza del casale Giorgio) passando circa 80 m a est dall’Anfiteatro di Amiterno; nei suoi pressi sono stati rinvenuti e sono visitabili tratti di selciato dell'antica strada.

resti del basolato di un tratto della via Cecilia, riportata alla luce nei pressi dell'anfiteatro di Amiternum

Raggiunto il fiume Aterno e superatolo con un ponte di cui oggi se ne conserva solo memoria, la via Cecilia attraversava la città di Amiternum, passando in prossimità delle Terme e fiancheggiando il lato occidentale del Teatro. Tutta quest’area, che conserva importanti reperti risalenti all’epoca romana e medioevale e tutt'oggi e' oggetto di periodiche campagne di scavi, e’ visitabile (Area archeologica di Amiternum).

resti dell'anfiteatro romano di epoca imperiale ad Amiternum (San Vittorino)Resti del teatro romano di epoca imperiale ad Amiternum (San Vittorino)

L’antica strada era documentata ancora nell’Alto Medioevo, per esempio nei Regesti Farfensi, e doveva, dopo Amiterno, proseguire con lo stesso andamento dritto tra la valle Santa Ieli e il Colle Ribaldo per giungere al fosso dei Frati (questo tratto è tuttora percorribile a piedi o bici) e dirigersi verso Marruci, attraversando le frazioni di S. Lorenzo (qui si trova, monumento notevole, l’Abbazia fondata dal monaco Equizio, ricordata da Gregorio Magno nei Dialoghi, che rappresenta un importante esempio di monachesimo pre-benedettino), Collemusino e Santa Maria.

Inerpicandosi poi lungo il Vallone della Cese per circa 3 Km, la via Cecilia proseguiva verso il valico delle Capannelle (1299 m s.l.m.), riprendendo il tracciato dell'attuale SS 80 a partire dai pressi della casa cantoniera in località Osteria Croce al Km 23 (Il tratto di strada bianca fra Marruci e la località Osteria è percorribile in bici o a piedi).

Volendo percorrere l'itinerario abruzzese della via Cecilia in auto, è necessario, dopo Civitatomassa, seguire da Preturo la SS 80 bis e imboccare quindi  la SS 80 verso il passo delle Capannelle (la SS 80 mette in comunicazione le province di Teramo e L’Aquila attraversando il cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Poco distante dal valico vi è il paese di Campotosto e l’omonimo Lago, vedi foto).

lago

Dopo il passo, la via Cecilia proseguiva per le località di Croce e valle dell’Acqua Santa, dove nel Medioevo sorgeva il Castello di Porcinaro; poi passava Casale Cococcia e la pianura detta Piano Popolare, fino al fosso delle Calcare, dove furono rinvenuti i resti di un tratto di strada di ben 292m, della larghezza di 2,6 m come riportato dal Persichetti, che noto' come il materiale utilizzato per la sua costruzione non era pietra locale, essendo pietra bianca, mentre nei dintorni c’è solo arenaria di color nerastro. (Ancora oggi il nostro antico tracciato è detto dagli abitanti del luogo Strada delle pietre Bianche).

Più avanti la via Cecilia passava sulla sinistra del Vomano e in prossimità di Ortolano dove se ne rinvennero tracce ed esiste un luogo con il significativo toponimo di Fosso del Migliario (che potrebbe riferirsi al 93° miglio da Roma). Poi la strada si riportava sulla sponda destra del Vomano tramite un ponte rimasto in piedi fino al 1857, quando fu distrutto; dal luogo di questo ponte, a circa 500 m (al 41° Km), il Persichetti segnalò la presenza di un tratto di 8 m di sostruzione dell’antica via.

Poi proseguiva e in prossimità di Poggio Umbricchio furono rinvenuti diversi reperti significativi (fra gli altri una colonna adibita ad acquasantiera nella chiesa del paese, recante il numerale CIII - potrebbe essere un miliario -, tratti di strada a nord del mulino e resti di un altro ponte romano che doveva far passare la strada ancora sulla sponda sinistra .

La Cecilia proseguiva poi fino al bivio di Beregra (l’attuale Montorio al Vomano sulla SS 80, dove, in contrada Salara, se ne rinvenne un tratto assieme ai resti di un tempietto ad Ercole). Da qui partiva un ramo laterale in direzione di Interamnia (l’attuale Teramo per proseguire per Campli, Civitella del Tronto e Giulianova (Castrum Novum).

Da Beregra (Montorio) la strada proseguiva lungo la valle del Vomano e in corrispondenza del bivio di S. Maria di Propezzano, al Km 10 dell’attuale SS150, attraversando il fiume, si dirigeva verso Calisto, poi lambiva ad est S.Giusta per raggiungere dopo 9 miglia Hatria (l’attuale Atri).

Hatria aveva un porto, attivo fino dall’antichità, i cui probabili resti sono stati individuati nel mare antistante la Torre di Cerrano (Riserva naturale del Cerrano), posta sul litorale tra Silvi e Pineto.

Riserva naturalistica del Cerrano; sullo sfondol la torre sul mareporto

Senza dubbio la via Cecilia rappresentava il percorso più breve tra l’Urbe e Hatria.

Si segnala che  e’ in fase di progettazione una pista ciclabile che ripercorre la Cecilia.




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