Vigliano, Sella di Corno

Vigliano Vigliano

Superata Sella di Corno, dove e' possibile vedere, nella sua piazzetta, i resti di una colonna miliaria indicante il miglio LXXII

Resti di colonna miliaria a Sella di Corno


e di altre colonne romane,


Sella di Corno, resti di colonna romana

si entra nel teritorio di Scoppito.

L’antica Fisterne, abitato e stazione di sosta in epoca romana, documentato dalla Tabula Peutingeriana, si trovava a sinistra del vallone di Acquafredda in località ‘ Cisterne’, frazione del comune di Scoppito.

Superato Vigliano

dopo scarsi 2 km, appaiono, visitabili per gli appassionati di archeologia industriale, i resti della vecchia fornace industriale Santarelli, attiva dal 1936 al 1985.


Vigliano

Poco dopo, sulla sinistra, sottomonte, passavano gli antichi tracciati delle vie Litina e Poplica Campana toccando i ruderi detti Palazzi dei Galantuomini (Colantoni)

 

ruderi dei

nei pressi dei quali sorgeva nel Medioevo l’abbazia di San Silvestro di Pietrabattuta e l’omonima Rocca(luogo rappresentato in un affresco al Vaticano),

Dipinto conservato nella citta' del Vaticano

Pu’ fonti bibliografiche asseriscono, anche se non vi sono state conferme scientifiche, che in quest’area, nei pressi dell’abitato medievale di S. Silvestro, in antichita’ doveva trovarsi la città sabina di Testruna, citata da Catone (Dion. HAlic. II, 49, 2-3) quale primo insediamento dei Sabini. Catone, parlando dei Sabini, dice che il loro primo centro abitato fu il villaggio di Testruna, presso Amiternum, e che da qui invasero il territorio reatino, abitato allora dagli Aborigeni e dai Pelasgi, conquistando Cotilia, la loro città più importante.

L’abbazia di S. Silvestro apparteneva nel 1154 alla Diocesi di Rieti (come riportato nella bolla corografica di Papa Anastasio IV indirizzata al vescovo Dodone), e la vicina Rocca di San Silvestro era ancora attiva nel 1269, come risulta documentato dall’imposizione della tassa di 5 once d’oro da parte del re Carlo I d’Angiò per la costruzione dell’Aquila.

Poco distante dai ruderi dei Palazzi, in localita’ Sturabotte in direzione L'Aquila, si trova un altro interessante monumento, l’antico ponte romano a una arcata detto “Ponte Nascosto” o “Ponte Nascusci”, sul quale doveva passare l'antichissima via, la Litina;


resti di ponte di epoca repubblicanaantichissimo ponte romano

questo monumento, oggi purtroppo in non buone condizioni, e’ stato ben documentato dall’archeologo aquilano dell’Ottocento Niccolo’ Persichetti nel suo “Viaggio Archeologico sulla Via Salaria” del 1893.




F.S. CAMILLI,Dissertazione sulla regia strada da costruirsi per l’Abruzzo Ultra,Aquila, 1790 p. 24; N. PERSICHETTI,Viaggio. Cit., p. 114; N. PERSICHETTI, Notizie degli Scavi di Antichità, 1902 p. 572. Vigliano è una frazione del Comune di Scoppito, citata per la prima volta in un diploma di Ottone I del giugno del 956. Nell’anno 1033-34 il giudice Sigismondo cede al monastero di Farfa VII moggi di terreno in cambio di altri in Vigliano dove si dice ferrum cavatum.. Forse era presente nel territorio una cava di ferro, ma sono risultate vane le ricerche sul territorio.

Scoppito, in antico Scopplum, deriva da Scopulum, ossia masso sporgente, venne citato in una largizione farfense ad opera dell’abate Campone, risalente a luglio del 956. Scoppito fu tra i castelli fondatori della città dell’Aquila e fece parte del Quarto di S. Giovanni. Nel suo territorio (Vallinsù) era presente nel 1021-1022, il monastero di San Bartolomeo apostolo. La chiesa attuale presenta nella muratura materiale di spoglio, l’interno a navata unica con transetto ed altari settecenteschi, mentre la facciata conserva il rosone originario.

L. ZAZZARRA,Archeologia industriale e recupero: il caso delle fornaci abruzzesi, in Rassegna di Studio sul Territorio, a. 2, n. 3 genn.-aprile 1983, pp. 77-86.

M. R. ACONE, Il castello di San Silvestro e l’abbazia di S. Silvestro di Terrabattuta,2009, p.23ss.

UGHELLI,Italia sacra, vol. I, col. 1199.

 




← back ← torna ai libri