Collarmele

Collarmele Collarmele

L’odierno Comune di Collarmele (l’antica Cerfennia),

 

foto d'epoca

abitato da circa 800 persone e posto a 835 metri di altitudine, domina la sottostante vallata del Fucino. Cerfennia fu annessa nel IV secolo a.C. a Roma e venne a far parte del territorio di Marruvium[1], sorgendo sul sito non distante dalla Via Valeria[2], il cui prolungamento fu fatto costruire negli anni 48-49 d. C.dall’imperatore Claudio per raggiungere la costa adriatica, ad Ostia Aterni (Pescara)[3]..

Troviamo citata Cerfennia negli antichi itinerari quale punto di sosta (statio), distante VII miglia da Marruvium (S. Benedetto dei Marsi), mentre V miglia la separavano dal Mons Imeus (Forca Caruso)[4].

Nella guerra gotico-bizantina e precisamente nell’inverno del 537-538 fu attaccata e saccheggiata dalle truppe bizantine accampate in Albe. Successivamente, con la conquista longobarda del territorio, fece parte del Ducato di Spoleto.

Si ritrova col nome di Cerfengo[5] nella lista dei servi di Farfa degli anni 789- 822, quindi fra i possessi dell’abbazia di Farfa; sempre come Cerfengo venne citata nei documenti del Chronicon Casauriense, già a partire dal X secolo (...De Cerfengo ubi dicitur Sancta Felicitas in Marsia[6].., documento del 975).
La sua chiesa di S. Felicita e’ confermata tra le decime dei secoli XIII e XIV della diocesi della Marsica[7].

Tra i monumenti degni di nota senza dubbio la torre medievale costruita dopo la battaglia di Tagliacozzo; posta a meridione del centro, di forma cilindrica, con 9 metri di diametro e 18m di altezza, è allineata visivamente con quella di Celano, Aielli ed altre.

 

antica torre



[1] M. BUONOCORE, Il capitolo delle inscriptiones false vel alienae nel CIL, in L’Abruzzo e il Molise, cit. I, p. 262. CIL. IX 3647, 3649, 3650, 3651, 3652, 3653.

[2] C. LETTA, I Marsi e il Fucino nell’antichità,Milano 1972, pp. 120-123. S. ZENODOCCHIO, Antica, cit., p. 211, nota 777.

[3] C.I.L:, IX, 9573. S. ZENODOCCHIO, Antica, cit., pp. 214ss. , nota 782.

[4] Tab. Peuting., seg. VI, 2. Itin. Anton., 309,4. CIL, IX, p. 348.

[5] Cron. Farf., I, 261, 277, In Cerfengo petiae III quas tenent Pontio praesbiter et Hildebrandus praesbiter…

[6] A.A. VARRASSO, I documenti marsicani nel codice di Casauria, in Quaderni del Museo Civico di Cerchio, II, 25. Cerchio (AQ), 1999, pp. 16-19.

[7] Rationes Decimarum, cit., p. 36.

 




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