Magliano dei Marsi, Rosciolo

Magliano dei Marsi Magliano dei Marsi

Il comune di Magliano dei Marsi, abitato da circa 4000 persone, è posto a 728 m di altitudine e comprende 6 frazioni: Casigliano, La Maddalena, Marano dei Marsi, Rosciolo, S. Nicola e S. Maria in Valle Porclaneta. La presenza umana sul suo territorio è documentata già a partire dal periodo finale dell’eta’ del Bronzo (XII sec. a.C.), con rinvenimenti di punte di lancia nei dintorni; reperti di età romana sono venuti alla luce in passato con tombe nei dintorni ed iscrizioni nella chiesa del paese.

La prima notizia riguardante Magliano dei Marsi la traiamo da un un documento del 1250 e precisamente dal registro delle rendite delle chiese sparse sul territorio, dove si cita la chiesa di S. Maria di Maliano, che fu ancora nominata, assieme a S. Maria in Poggio, S. Biagio e S. Maria in Valle in un documento del 1324 attestante le decime della diocesi marsicana.

Tra i monumenti da visitare nel centro abitato di Magliano dei Marsi, senza dubbio è la chiesa di S. Lucia, della quale non conosciamo con esattezza la data di fondazione, ma si puo’ ragionevolmente farla risalire al XIII-XIV secolo; gravemente danneggiata dal sisma del 1915 fu poi ristrutturata riutilizzando il materiale recuperato dal crollo. La facciata presenta tre portali di stile cisterciense con un rosone quattrocentesco al centro, mentre l’interno è a tre navate; quella centrale, più alta, è separata dalle altre da archi a sesto acuto, insistenti su capitelli di diversa fattura.

Nella frazione di Rosciolo,


borgo

ai piedi del Monte Velino a 1022 m di altitudine, è presente la bellissima chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta, che in origine era annessa a un monastero benedettino femminile, del quale oggi non si conserva più traccia.


chiesa romanicavista da un'antica colonna

Secondo alcuni il complesso fu fondato nel VII secolo, ma più verosimilmente intorno al 1080, da un certo maestro Nicolò, come riportato da una lapide presente su un pilastro del pronao.

Il monastero, assieme al castello di Rosciolo con le sue pertinenze, fu donato dal conte dei Marsi Berardo III al monastero di Montecassino ai tempi dell’abate Giovanni (1058-1087).

La facciata della chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta e’ in stile romanico, preceduta da un atrio coperto con ampio arco di ingresso; l’ingresso architravato della chiesa è sormontato da una lunetta ogivale arricchita da un affresco del XV secolo.

L’interno, che termina con un’abside del XII secolo, semicircolare all’interno e pentagonale all’esterno, è diviso in tre navate da arcate a tutto sesto, poggiate su capitelli romanici.

Sulla sinistra della chiesa, prossimo al presbiterio, è presente tra due pilastri un ambone tra i più belli d’Abruzzo, realizzato dai maestri Roberto e Nicodemo nell’anno 1150;

 

interno della chiesa

il pulpito è sostenuto da quattro pilastri poligonali con capitelli decorati con forma di tronco di piramide.

Il ciborio fu realizzato sicuramente dagli stessi maestri, perché è simile a quello di S. Clemente al Vomano, costruito nello stesso periodo da questi ultimi; presenta quattro colonne con archi trilobati e termina con forma ottagonale. L’iconostasi ha due lastre di marmo lavorate e sormontate da quattro colonnine che reggono un architrave di legno.

Sono presenti diversi affreschi del XV secolo di autori locali.

Nei pressi della chiesa si puo' visitare, in un percorso naturalistico, un'imponente e vecchissima quercia, la roverella di S. Maria in Valle.

Parco naturalistico


R. PERONI, Bronzi nel territorio del Fucino, in Rivista preistorica , 1961, p. 176.

M. BUONOCORE, L’Abruzzo e il Molise, cit, vol. II pp. 691, 712, 716.

A.L. ANTINORI, Annali, cit., vol. IX, f. 71.

P. SELLA, cit., vol. II, 1936 Città del Vaticano.

A. L. ANTINORI, Corografia,cit. , XXXIV/2, p. 355, 404.

A. LUBIN,Abbatiarum Italiane brevis notizia, roma, 1693, p. 404.

 




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