S. Pio delle Camere

S. Pio delle Camere S. Pio delle Camere

Il borgo di S. Pio delle Camere sorge alle falde del Monte Gentile e trae il suo nome dal santo protettore e dalle molteplici grotte, spesso ipogee, adibite a ricovero delle greggi, dette ‘camere’.

 

vista del borgo e del suo castello

Sappiamo che nell’anno 1001 la Villa di S. Pio fu donata al monastero benedettino di Bominaco dal conte di Valva Odorisio[1]. Successivamente, nel 1092, il francese Ugo figlio di Gerberto donò il monastero di Bominaco al capitolo di S. Pelino e con esso la Villa di S. Pio[2].

In epoca normanna fu feudo di due soldati a cavallo, posseduto dai signori di Poppleto Gualtiero e Gentile[3].

I suoi abitanti non presero parte alla fondazione della città dell’Aquila, come altre terre poste sempre nella valle dell’Aterno, perché distanti[4]. La Villa Sancti Pii era presente nell’elenco delle terre appartenenti al distretto dell’Aquila, fatto redigere da Carlo II d’Angiò nel 28 settembre del 1294.

Il paese si venne sempre più sviluppando intorno alla chiesa dedicata a San Pio e al convento celestiniano annesso, distrutti dalle armate di Braccio da Montone nel 1424.

La chiesa, all’interno del paese, fu ricostruita circa un secolo più tardi; presenta all’interno tre navate con colonne quadrate in muratura ed affreschi seicenteschi.

Nel centro storico sono presenti edifici del XV secolo.

S. Pio delle Camere


Un castello-recinto, con pianta a triangolo isoscele e con torre a puntone pentagonale posto al vertice più elevato sovrasta il paese;

 

il castello medievaleS. Pio

la sua struttura merlata presenta alte mura con torri rompitratta che contribuiscono alla difesa. Originariamente il torrione del XIII secolo ebbe forse funzione di avvistamento, mentre la cortina fu realizzata nel Cinquecento. Il complesso risulta essere stato abitato solo occasionalmente, mentre fu piu’ spesso usato quale grande stazzo e per la difesa degli armenti transumanti lungo il vicino tratturo Aquila- Foggia.

Proseguendo da S. Pio lungo la statale verso Navelli, si incontra sulla sinistra una bella chiesa romanica, la chiesa di S.Maria di Centurelle.

 

chiesa romanica

Non molto distanti da S. Pio delle Camere è la frazione di Castelnuovo, antico borgo medievale fortificato. Il suo territorio fu abitato già in epoca romana, come attestano numerosissime epigrafi rinvenute in passato[5]. Prossima al borgo è la chiesa di S. Stefano (XIII secolo), a pianta latina, costruita con materiale di spoglio ricavato dalla vicina città antica di Peltuinum e un’antico fontanile.

Vicino e a nord di S. Pio, si trovaTussio, antico borgo medievale abitato in eta’ romana;

 

borgo di Tussio

qui sono stati rinvenuti due magnifici leoni in pietra di eta’ imperiale, di cui uno e’ collocato nel giardino interno del forte spagnolo a L’Aquila, mentre l’altro e’ ancora conservato nel borgo ed e’ visibile nella nella corte della chiesa nella piazzetta della torre.


Tussio



[1] A.L.ANTINORI,Corografia.vol 27 /II, p. 12ss. Manoscritto presso Biblioteca Provinciale dell’Aquila. L’Antinori ebbe modo di consultare sia l’archivio che il Regesto nel 1742. La donazione comprendeva le ville di Caporciano, di S. Pio, di Ofaniano e Tussio con terre, case e chiese. G. CICERONE,Tussio nei 99 castelli fondatori dell’Aquila degli Abruzzi,Roma 1939, pp. 285-286.

[2] G. CELIDONIO,La diocesi di Valva e Sulmona,vol. III p. 77ss.

[3] Cat. Baron. 1171

[4] C. FRANCHI, cit., p 108. Le terre di S. Benedetto, Collepietro,Navelli, Civita Ardenga, Bominaco, Caporciano e Tussi, non ebbero mai un ‘locale’ all’interno della città.

[5] C.I.L., IX, 3415, 3417, 3422, 3435, 3443, 3454, 3457, 3462, 3464, 3490, 3496, 3506, 3510.

 




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