Carapelle Calvisio

Carapelle Calvisio Carapelle Calvisio

Il borgo di Carapelle Calvisio si trova sul versante est della valle sotto Calascio.


i due borghida Calascio

Il rinvenimento di epigrafi latine sul territorio di Carapelle ci fa ritenere che fosse un abitato già in epoca romana[1] . Si trova citato per la prima volta in un placito del 2 marzo del 779 d.C., per una controversia tra i suoi abitanti ed i monaci del monastero di S. Vincenzo al Volturno, possessori di terreni nella Valle Tritana[2].

Altri documenti , e precisamente una cessione di beni del 998 e la “Carta praecariae de Carapelle[3] del 1003 testimoniano la sua esistenza.

Si ha notizia che in epoca normanna il borgo era feudo di 4 soldati a cavallo[4]sotto Oderisio di Collepietro; poi, in epoca angioina, viene citato in un diploma del 1285 di Carlo I d’Angiò come Demanium Carapelle, precursore della Baronia, alla quale apparterranno le terre di Calascio, Castevecchio Calvisio, Rocca Calascio, Santo Stefano in Sessanio e per un breve periodo, anche Castel del Monte. Nel 1318 Carapelle corre in aiuto alla città dell’Aquila, insieme a Lanciano, Penne e Chieti, contro i Francesi al comando di Corrado d’Acquaviva [5].

Nel 1384 Carapelle venne concessa da Carlo III Durazzo al Conte Pietro di Celano, suo fedele militare, e fu riconfermata a suo figlio Nicola, circa 30 anni dopo, dalla regina Giovanna II.

La baronia di Carapelle passo’ nel 1435 a Iacobella da Celano, che la ebbe alla morte del padre Pietro III, assieme al Marchesato di Capestrano.

Sono ancora visibili tratti di mura medievali di cinta, fornite in origine di tre o quattro porte di accesso; staccata dalle mura, a circa 70 m di distanza, si trova presso una antica fonte una alta torre circolare di avvistamento. All’ingresso del paese vi è la cinquecentesca chiesa di S. Francesco d’Assisi, con affreschi del cinquecento e del seicento.



[1] C.I.L., IX, 3518, 3524, 3530, 3570.

[2] Chron. Voltur, cit. p. 363. 364. Per l’occasione il Duca di Spoleto Ildebrando invia un suo messo, Dogari, per derimere la controversia riguardante uno sconfinamento da parte degli abitanti di Carapelle.A. CLEMENTI, Carapelle dal placito dal 779 alperiodo dell’incastellamento, in AA.VV., Homines de Carapellas. Storia ed archeologia della baronia di Carapelle,L’Aquila 1988, pp. 33-66.

[3] Chron. Voltur. 491.

[4] Cat. Baron. cit., 1181.

[5] Dalla Cronaca Aquilana rimata di Buccio di Popplito, a cura di V. De Bartholomaeis, Roma 1907, p. 56.

 




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