Montereale, Capitignano, Campotosto

Montereale Montereale

Il comune di Montereale fa parte della Comunità Montana Amiternina e si estende su un territorio molto ampio che ed è costituito da molte piccole frazioni .

 

borgo

 

borgo

Dell’antico borgo fortificato medioevale restano avanzi del muro di cinta, ancora oggi visibili, a nord ed al sud del centro abitato. Montereale rivestì qualche importanza sotto Federico II di Svevia e nel periodo Angioino, poi fu conquistato da Lalle Camponeschi e divenne feudo della duchessa Margherita d’Austria, che vi soggiornò, quindi passo’ ai Farnese e infine ai Medici.

Degno di nota è il palazzo Farnese, l’elegante chiesa del Beato Andrea da Mascioni e la torre medievale. A Montereale è nato il pittore del XV sec. Francesco da Montereale/W.

Non distante dal suo cimitero vi è la chiesa di Santa Maria in Pantano costruita tra il secolo XI e gli inizi del XII, citata nel 1153 in un privilegio di papa Anastasio. All’interno è presente un’importante pittura, risalente al XIII secolo, raffigurante la Madonna con Bambino detta Madonna del latte o Madonna Regina allattante, di ignoto pittore.

Nell’area va menzionata la località di Capitignano, antico centro abitato già in epoca medievale, come riportato da un documento di Farfa dell’anno 920 d.C.. Qui, nell’agosto del 1228 furono costretti a ripararsi i signori di Poppleto (Coppito), dopo la sconfitta militare ad opera dell’imperatore Federico II a cui si erano ribellati. Assediati dal duca di Spoleto Rinaldo di Urslingen e non potendo resistere all’assedio, si arresero con la promessa di aver salva la vita, riparando a Rieti.

Dal Catalogus Baronum apprendiamo che Capitignano, dato dal re in possesso ai fratelli Gentile e Gualtiero di Coppito, era un feudo di due soldati a cavallo.

Tra i monumenti di Capitignano degni di nota è la chiesa di S. Flaviano, riportata nella bolla di papa Anastasio IV rivolta al vescovo Dodone di Rieti dell’anno 1153, la chiesa della Madonna degli Angeli a navata unica, legata alla famiglia Ricci, e quella cimiteriale della Madonna di Loreto, con buoni stucchi sulla facciata. Da non dimenticare il Palazzo Ricci e la chiesa di S. Domenico presso la frazione di Monopolino. Del castello medievale restano solo tratti di mura.

Si segnala in prossimita’ e in altura la località di Campotosto, che nel 1984 divenne la Riserva Naturale del Lago di Campotosto.

 

lago

 

lago

 

Procedendo lungo la sponda sinistra del fiume Vomano la SS 80 passa non lontana dal lago di Campotosto, invaso realizzato tra il 1930 - 1940 come sbarramento al Rio Fucino per alimentare le centrali idroelettriche poste nella valle del Vomano. Il lago è il più grande di tutto l’Abruzzo con un invaso di 1400 ettari di superficie ed un perimetro di oltre 60 km. Una strada lo circonda per circa 40 km che ben si presta al cicloturismo.

 

antica chiesetta

Tutta l’area del lago e’ luogo di turismo sia estivo (possibilita’ di escursioni per le Cime del Laghetto e per il Monte di Mezzo, di equitazione, di sport in acqua: kayak, e winsurf), che invernale (sci da fondo). Tutta la zona è ricca di allevamenti di bestiame (pecore, cavalli, vacche) grazie ai suoi pascoli e nei suoi due borghi, Mascioni e Campotosto, si hanno occasioni di acquisto di particolari e ottimi prodotti gastronomici (formaggi e salumi) e opere di particolare artigianato, quali i prodotti della lavorazione tradizionale della lana (maglioni, coperte) e del lino (Tessitura a mano tel.3495016240 ).

 

a Campotosto



Le frazioni e gli agglomerati urbani di Montereale sono più di trenta: Aringo, Busci, Cabbia, Casale Bottone, Castello, Castelpaganica, Castiglione, Cavagnano, Cavallai, Casale d Abruzzo, Capo Fano, Cesaproba, Cesariano, Colle, Colle Cavallari, Colle Calvo, Colle Paganica, Colle Verrico, Marana,Marignano, Madonna in Pantanis, Pellescritta, Piedicolle, Piedicolle di Fano, San Giovanni, San Giovanni Paganica, Santa Lucia, Santa Vittoria, San Vito, Verrico, Lonaro Ville di Fano.

Apprendiamo la notizia da Buccio di Ranallo (BUCCIO di RANALLO, Cronaca aquilana, a cura di Vincenzo de Bartholomaeis, Ist. Stor. Ital., Roma 1907, p. 166:

La duchessa Margherita d’Austria ebbe dal Padre Carlo V il feudo di Montereale e nel 1568 venne in visita.

G. CHIARIZIA- S. GIZZI, I centri minori della provincia di L’Aquila, Pescara 1987, p. 491ss.

Nel privilegio di papa Anastasio al vescovo Dodone del 1153 si riporta la chiesa di S. Maria in Pantanis

R. MANCINI,Conoscere l’arte e i monumenti d’Abruzzo,L’Aquila 1986, p 56 e 59.

Crhonicon Farfense, I, 302/2; Regesto Farfense, doc. 342. L’abbate farfense Rimone acquista un terreno nel territorio Noverino ( territorio di Colle Paganica) dove si dice Capitignano.

RYCCARDI DE SANTO GERMANO notari, Cronica, a cura di A. GARUFI, pp. 151-152.

Il Catalogus Baronum (lista dei Baroni) fu voluto dal normanno Ruggero II intorno al 1150, riporta l’elenco dei vassalli, rispettivi feudi e il numero dei soldati che avrebbe dovuto fornire al Re in caso di guerra. Ogni 24 fuochi (famiglie) dovevano armare un soldato a cavallo con relativi scudieri e serventi appiedati (fanti). Catalogus Baronum,a cura di EVELYN JAMISON, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Fonti per la Storia d’Italia, nr. 101, roma 1972, p. 232, n 1158.

G. CHIARIZIA- S: GIZZI, I centri, cit. p. 409ss.

Come tutti i laghi appenninici del pleistocene, anche il bacino naturale di Campotosto raggiunse il climax per innalzamento del fondo dai depositi apportati dagli immissari e da strati di alghe. Gli strati di materiale organico, di consistenza spugnosa e di aspetto scuro, costituiscono la torba, carbone fossile combustibile molto utilizzato in passato, con potere calorico oscillante tra le 3000 alle 6000 calorie per kilogrammo. Agli inizi del Novecento, dal fondo del bacino lacustre si estraeva la torba che veniva portata alla stazione ferroviaria di Capitignano –Aquila, per essere esportata. La linea ferroviaria fu realizzata a questo scopo e con l’inondazione della torbiera, perdendo, quindi, la sua funzione fu abolita.

 




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