Pescocostanzo, Rocca Pia

Pescocostanzo Pescocostanzo

Adagiato ai piedi della Maiella a circa 1400m di altitudine, il Comune di Pescocostanzo risulta eccezionalmente ricco di monumenti, di opere d’arte e di tradizioni artigianali di valore.

 

borgo

 


vista dall'altonel borgo

La prima notizia del borgo risale all’anno 1098, quando Oddone dei conti di Valva del ramo Pettorano, riceve il borgo di Pescocostanzo dal monastero di Montecassino, al quale lo restituì dieci anni più tardi (1108), in punto di morte .

Il borgo non risulta nel Catalogo dei Baroni del 1187, forse si rese indipendente in epoca normanna. A partire dalla seconda metà del 1200, Pescocostanzo fu governata da feudatari alle dipendenze dei sovrani della casa d’Angiò e poi affidato ai Cantelmo, originari della Provenza, che lo tennero dal 1325 fino al 1464 (acquistato nel 1325 da Giacomo Cantelmo , fu affidato a Jacopo Cantelmo nel 1422 dalla Regina Giovanna II e nel 1454 risulta posseduto da Giampaolo Cantelmo, conte di Sora).

Con il progressivo sviluppo dei commerci e scambi lungo la ‘via degli Abruzzi’, Pescocostanzo accrebbe notevolmente in benessere e cultura, anche in seguito all’aumento della sua popolazione che vi era affluita dopo il terremoto del 1456. Nella ricostruzione che ne segui’ furono commissionate opere ad esperti artigiani edili lombardi anche a Pescocostanzo, che ancora oggi mostra numerosi palazzi di quest’epoca che abbelliscano il nucleo centrale del paese.

 

nel borgo

Nel centro storico è senza dubbio da ammirare la Basilica di S. Maria del Colle risalente al XI secolo che all’epoca era fuori dal borgo e apparteva alla diocesi di Sulmona; distrutta dal terremoto del 1456, fu ricostruita dieci anni dopo, con tre navate e tre campate. Ampliata nel 1558, presenta all’interno ben cinque navate con archi e pilastri in pietra.

 

interno della chiesa

Pregevoli i soffitti a cassettoni per dorature e dipinti, mentre un bel pultito in legno è posto sulla sinistra della navata principale. Interessante la Cappella del Sacramento con una cancellata in ferro battuto e volta a cupola.

Un coro ligneo, un organo con palco del 1619 e numerose tele rendono la chiesa tra le più interessanti della nostra regione. La facciata in stile rinascimentale presenta un portale romanico -gotico (1580), architravato con lunetta affrescata, sormontata da una finestra circolare.

Tra i molti palazzi degni di nota è il Coccopalmieri risalente al secolo XVII, con un bel portale e balconi in pietra. Il Palazzo Grilli (XV secolo), ristrutturato nel XVII secolo con l’aggiunta di quattro torrette angolari, e’ forse il più antico. Vi e’ poi il Palazzo Solecchi (XV), casa del filosofo e matematico, il Palazzo Manzi, il Palazzo Ricciarelli ed il Palazzo Sabatini con il suo pregevole portale in pietra.

Il piccolo Comune di Rocca Pia, di 180 abitanti, è posto in una stretta gola circondata da alte montagne; fu per questo che in passato venne denominato Florine, poi Vallescura, e infine Roccavallescura.

Le prime notizie su di lui risalgono all’anno 876 quando il duca di Spoleto Lamberto I (875-879) donò ai monaci del monastero di S. Vincenzo al Volturno la chiesa di S. Marcello, posta in località Florine.

Il primo nucleo abitativo si sviluppo’ fra il XII-XIII secolo ai piedi della Rocca, per difesa e controllo dell’antica strada che da Sulmona conduceva ad Alfedena.

Apprendiamo dal Catalogo dei Baroni che Gualtiero di Girardo era signore di Valle Scura, feudo di II soldati a cavallo.

Nel 1279 era signore di Roccavallescura Tommaso di Trasmondo, che risulta tra i feudatari convocati in Sulmona da Carlo I d’Angiò in quell’anno. Il feudo entro’ nel 1307 in possesso dei Cantelmo (fu acquistato da Restaino I, figlio di Giacomo I, signore di Popoli) che vi dominarono fino al 1724 (1266-1310).

Posto sul tratturo Celano-Foggia e lungo la ‘Via degli Abruzzi’, il borgo trasse discrete risorse economiche dalla pastorizia.

Fu poi devastato dal violentissimo terremoto del 1456, che causo’ danni ingenti e molti morti.

Tra i monumenti da vedere, oltre ai ruderi del castello che dominano dall’alto il borgo medievale,

vi e’ la chiesa di S. Maria Maggiore risalente al XIV secolo, ricostruita nel 1954 sulla antica cripta; ha all’interno la Cappella del Sacramento e buoni affreschi.

Degni di nota sono anche il Palazzo Fidei e il Palazzo De Meis.

bosco di S. Antonio

 

 


A FERRARI,Feudi prenormanni dei Borrello tra Abruzzo e Molise, Trento, p. 106.

L. SCHIAPPARELLI, I diplomi di Guido e Lamberto, Trento, 1995, p 61, …concedimus in monasterio beati Vincentii martiris christi ecclesiam Sancti Martellii que est constructa in loco Floride.La chiesa di S. Marcello era situata nei pressi del vecchio cimitero.

A.L.ANTINORI, Memorie Storiche, cit. II, p. 189.

Catal. Baron. , cit., 1200, ‘Gualtierus Girardi tenet de eo in Balba Vallem Obscuram quod est pheudum II milium et cum aumento obtulit milites IIII et servientes VIII.

A.L. ANTINORI, Memorie Storiche, cit., II, p 159.

 




← back ← torna ai libri