Ocre, San Martino, San Panfilo, San Felice

Ocre Ocre

Non lontano da Fossa è il Comune sparso di Ocre, con cinque frazioni: S. Martino, S. Panfilo, S. Felice, Valle-Cavalletto.


territorio di OcreOcre

La prima notizia di Ocre risale all’anno 932 e la troviamo in una concessione nel territorio di Ocre, fatta da Ratfredo, abate di Farfa, a Teuto, figlio di Odorico.

In epoca normanna Ocre era feudo di Todino da Collimento con cinque soldati a cavallo.

Nel 1222 il feudo di Ocre appartenne a Berardo, Conte d’Albe ed alla morte di Federico II, dal 1252 al 1254, fu affidato da Corrado IV a Gualtieri d’Ocre, Cancelliere del Regno, mentre Manfredi lo assegnò al Conte Galvano Lancia che lo tenne per 12 anni.

Sappiamo per certo che nell’aprile del 1267 Carlo I d’Angiò’dimorò insieme a sua moglie nel castello d’Ocre, e qualche anno più tardi gli aquilani, con Nicola dell’Isola lo abbatterono.

Non lontano dalla frazione di S. Panfilo d’Ocre è presente il monastero - fortezza di S. Spirito,

 

abbazia cistercense

fondato nel 1226 dal Beato Placido, che nel 1248 divenne dipendenza del convento cisterciense di S. Maria di Casanova.

Circa sessant’anni dopo il monastero cadde in commenda e ben presto declinò fino ad essere soppresso nel 1652. Fu ridotto a cimitero per un periodo e solo nei primi anni ’70 del secolo passato fu restaurato.

Il monastero-fortezza di S. Spirito, dalle fattezze cisterciensi, ha una facciata spoglia, costituita da un alto muro continuo, una porta sulla quale e’ posizionata un’altana e tre bifore.

All’interno è presente un chiostro sul quale si affacciano la chiesa, la sala del Capitolo, il dormitorio, il refettorio e la cucina. La chiesa ad aula è spoglia, la volta presenta l’aspetto di una chiglia, mentre un arco trionfale ci introduce nel presbiterio.

 

abbazia di S. Spirito

La sala Capitolare ha una volta a crociera sorretta da due pilastri centrali, e un altro ambiente che fungeva, forse, da biblioteca.

Attualmente è adibito ad albergo con annesso museo (tel. 08621965538).

Il suggestivo convento francescano di S. Angelo è posto sulle pendici del Monte Circolo

 

convento francescano

e secondo la tradizione, fu voluto da Sibilia, moglie del Conte Berardo d’Ocre. Più realisticamente la sua fondazione risale agli inizi del XV secolo, come attesta l’Antinori nella sua Corografia.

Inizialmente fu tenuto da suore benedettine di clausura, successivamente vi si stabilirono i Frati Minori dell’Osservanza e più tardi i Minori Riformati.

Fu in seguito abbandonato per un lungo periodo, poi soppresso nel 1860, ed infine recentemente restaurato.

L’interno presenta un chiostro porticato su quattro lati, abbellito da 23 lunette dipinte a tempera che illustrano la vita di S. Antonio da Padova.

La chiesa a navata unica con coro di forma quadrata, presenta la volta a botte. Su di una parete del refettorio spicca una ‘Ultima Cena’, affresco cinquecentesco di Saturnino Gatti.

Posto sulla cresta del Monte Circolo, il castello di Ocre fu edificato intorno al XIII secolo, nel luogo in cui si trovava una precedente fortificazione normanna, in posizione strategica a dominare la valle. Aveva una massiccia cinta muraria quadrilatera (180m x 40) che ancora prima del terremoto del 2009 si presentava in discrete condizioni per tutta la sua lunghezza .

Davanti alla porta ogivale all’ingresso, perpendicolare alle mura, c’e’ un fossato asciutto (non si hanno tracce di ponte levatoio); all’interno delle mura vi erano abitazioni disposte a schiera e nella punta sud della cinta muraria si trovava la chiesetta di S. Salvatore con tre navate ed abside.

Nell’anno 1280 fu demolito dagli abitanti dell’Aquila ma poco dopo fu ricostruito; preso nel 1424 dalle truppe di Braccio da Montone, nello stesso anno fu riconquistato dagli aquilani. Abbandonato da tempo, le condizioni gia’ precarie delle strutture del castello sono state ulteriormente danneggiate dal sisma del 2009; attualmente si presenta molto malridotto.



U. DEGANO, Storia ed arte delle ‘ ville’ d’Ocre, Deputaz. Stor. Patr. Abr., Studi e Testi, n. 20,

LLiber Largitorius, cit. I, p. 77, del 7 marzo 932.

Catalogus Baronum, a cura di E.Jamison, p. 236.

Con la fondazione dell’Aquila, Corrado IV dispose che tutti i castelli della valle dell’Aterno fossero abbattuti, ma il castello di Ocre fu risparmiato perché Gualtieri erra suo protonotaro e lo era stato anche di Federico II suo padre.

U. DEGANO, cit., p. 203ss e 581ss. Nel 1222 il Conte Berardo di Ocre fece dono al beato Placido di un terreno con l’obbligo di costruirvi una chiesa ed un monastero.

Il complesso occupa un’area di circa 3000 metri quadrati.

A.L. ANTINORI, Corografia, cit. XXXV, p. 111.

Le mura si sviluppano per circa 470 metri, con 7 torri quadrate, abbracciando una superficie trapezoidale di 6825 metri quadri. L. MARTELLA- A.M. MEDIN, Fossa e Ocre: due impianti fortificati di dolina,in : Rassegna di Studi sul Territorio, 1983, n. 2, pp. 40.45 e 49-52.

Buccio di Ranallo,Cronaca Aquilana, str. CII, ‘ Multa castella strussero, non se porria cuntare / Ocra et Castelluni fecero derupare.

 




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