Raiano, Gole di San Venanzio

Raiano Raiano

Il Comune di Raiano (Castrum Radiani), abitato da 3000 persone, sorge sulla destra del fiume Aterno a circa 400 m di altitudine.

 

borgo

Il territorio era abitato già in epoca preistorica come attestano rinvenimenti di industrie eneolitichesul colle ‘La Civita’ e presso il laghetto della Quaglia.

Di epoca italica invece e’ di notevole interesse l’antico acquedotto corfinese scavato nella roccia che si articola lungo la valle di S. Venanzio con una galleria lunga ben 5534metri.

Nel Medioevo il borgo si chiamava Castrum Radiani o Villa Ragiani ed stava su una collina detta Castellone (626 m), a occidente dell’attuale paese, in posizione di presidio sulla la via Valeria -Claudia ed sul tratturo Celano-Foggia.

Intorno alla metà del XV secolo, a causa di un violento terremoto,gli abitanti si trasferirono più a valle, riorganizzandosi nel sito dell’attuale Raiano e più precisamente dove ora si dice Raiano Vecchio, cioè il quartiere di S. Antonio, dal nome dell’antica chiesa omonima.

La prima notizia riguardante il borgo la traiamo dalla lista dei servi dell’abbazia di Farfa (789-822, ..In Raiano Lunicisi cum frate suo Lupardo, et Lampula , uxor Linicisi Teudiperga, filii eius Ursus, Lucipertus, Lupa, oxor Lupardi Formosia, casi set substantiis. Substantia Veneri vacua est). Apprendiamo dalla Cronica di Casauria che nell’anno 876 Romano abate del monastero riceve terreni e vigne nel territorio di Raiano.

Nell’anno 1047 l’imperatore Enrico II conferma i beni posseduti dall’abbazia di S. Giovanni in Venere e il castello di Raiano risulta in quest’elenco.

Apprendiamo poi, dal Catalogo dei Baroni del 1150, che Raiano, facente parte dell’Aprutium citra flumen Piscariae, era all’epoca un feudo di due soldati a cavallo appartenente al territorio di Valva, e che per una meta’ era posseduto da Gentile di Raiano, fratello di Gualtiero, per l’altra dal cavaliere Raimondo di Braida.

Dal 1302 il borgo fu posseduto dalla contessa di Albe, Filippa da Celano e sei anno dopo gli abitanti subirono razzie ed uccisioni da parte di Raimondo di Sangro.

Fra i monumenti da visitare a Raiano vi è la chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore, edificata nel Quattrocento; quasi distrutta dal terremoto del 1706, fu definitivamente ristrutturata e molto ampliata nel 1848, per contenere tre navate a volta piatta. Contiene un bel coro ligneo in noce.

La Torre dell’Orologio forse è ciò che resta del bastione legato alla porta di accesso alla vecchia Raiano, cioè il centro storico del quartiere di S. Antonio.

Nel rione di S. Maria troviamo l’antica chiesa della Madonna delle Grazie risalente al XII secolo, come attestato in una bolla corografica di papa Lucio III del 1183; al suo interno vi sono affreschi mal ridotti del tardo Quattrocento.

Altri interessanti monumenti sono la fontana monumentale di S. Giorgio che uccide il drago, realizzata nel 1912, e, prossimo al centro del paese, il convento degli Zoccolanti, edificato tra il 1630 e il 1650, con l’annessa chiesa di S. Onofrio.

A un paio di chilometri dal paese, sulle gole di S.Venanzio, si trova l’importante e suggestivo eremo di S. Venanzio,


eremoeremo di S. Venanzio

sotto il quale scorre l'Aterno, qui particolarmente impetuoso essendo nella strettoia delle gole di S. Venanzio.

aterno

 

fiume Aterno

Proprio sotto l'eremo si trova un antico mulino, ben ristrutturato e visitabile.

nelle gole di S. Venanzio

 

antico mulino restaurato




Presso il laghetto La Quaglia sono stati trovati resti di condutture il pietra , di cloache e strutture muratura, forse di terme. Epigrafi di età romana sono documentate sul territorio. M. BUONOCORE, Abruzzo e Molise, cit., p. 326, 367, 605.

L’opera risale al primo periodo imperiale e presente 134 sfiatatoi per l’aerazione. Nel Comune di Raiano sono presenti diverse sorgenti d’acqua: Fonte Bellezza, Fonte Giumella,Fonte della Quercia.

Chron.Farf., cit., I 264-265.

Chron. Casaur.,col. 816.

Il diploma di Alife , voluto da Carlo I d’Angiò fu ratificato il 5 ottobre 1273. L. GIUSTINIANI, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli 1757, I p. 119.

Catal. Baron. , cit., 1195

In “ Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo de Lellis, Napoli 1654, vol.I, p 274.

 




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