Ofena

Ofena Ofena

L’attuale paese di Ofena (l’antica Aufinum) e’ adagiato su un poggio roccioso nell’alta valle del Tirinoe ha origini medievali.

 

borgo

Piu’ anticamente, in epoca romana, l’abitato era più a valle, dove sono venuti alla luce alcuni resti[1], ed era denominata Aufinum[2] ; forse non raggiunse mai lo status di municipium, dipendendo dalla prefettura di Peltuinum[3].

Troviamo Aufinum sede di Diocesi nel 475 d.C.[4], ma nel secolo successivo inizio’ con la guerra gotica (535-553) la sua decadenza che si accentuo’ qualche anno dopo con la presenza longobarda.

La diocesi di Aufinum scomparve, come quelle di Amiterno, Aveia, Sulmona, Vasto, Ortona e Atri e la Valle del Tirino fu inserita nel Gastaldato di Valva.

Le incursioni saracene del IX secolo dovettero assestare un altro duro colpo agli abitanti della valle che li spinse a lasciarla per arroccarsi sui monti. Cosi’ nacque ex novo Ofena su un colle (530 m) ai piedi del Monte Serra, 5 o 6 km più a nord dell’antica Aufinum. Il borgo medievale fortificato di Ofena era chiuso da case-mura con porte e bastioni che delimitavano uno spazio a forma di anello. Si rammentano tre porte : Porta da Piedi a sud, Porta Fucile e Porta Calconj.

Le strade principali si intersecavano a dividere in quattro settori l’abitato, come oggi.

Le prime notizie riguardanti Ofena risalgono al X secolo[5] e fu tra i borghi che nel 1147 presero parte alla II crociata. Feudo di quattro soldati a cavallo, nel 1187 era possesso di Berardo di Gentile, figlio di Ruggero di Celano[6]. Nel 1284 il feudo di Ofena passo’, con Montesilvano, a Riccardo di Acquaviva, figlio di Andrea.

Il monumento piu’ importante di Ofena e’ la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari, posta nel centro storico del paese; presenta una facciata in stile barocco.

Non molto distante dal paese è la piccola chiesa di S. Pietro detta delle Grotte o in Cryptas, datata al XII secolo, chiamata così per la presenza di sotterranei. La facciata romanica è arricchita da un portale realizzato nel 1196 da Silvestro di Ofena; l’interno a navata unica, con abside semicircolare, conserva affreschi del’400.

Prossimo al centro abitato sorge il convento dei Cappuccini con la chiesa di S. Giacomo, chiamata dagli abitanti del luogo S. Francesco; la struttura iniziale della chiesa e’ fatta risalire al XIII secolo, mentre le prime notizie scritte su di essa possono essere datate intorno al XIV secolo.

Sappiamo che il 25 luglio del 1449 fu visitata da S. Giovanni da Capestrano per stipulare accordi con gli appaltatori per la costruzione del suo convento e che nel 1478 il duca di Calabria concesse12 ducati annui per la sua perpetua manutenzione.

Il monastero accolse i Conventuali[7] nell’anno 1500, dopo la scissione dei Francescani.

Il territorio di Ofena aveva un’altra antica chiesa, S. Maria di Cartignano[8], risalente all’XI secolo, i cui resti si possono vedere dopo circa 7 km dal bivio di Ofena, procedendo lungo la SS 153, sulla sinistra della strada; sappiamo che nel 1770 era ancora integra, disponendo di tre navate all’interno, due altari ai lati e un’abside con un affresco duecentesco, ora conservato presso il Museo Nazionale dell’Aquila. Si vede ancora la parte esterna dell’abside coronata da piccoli archi pensili. La facciata appare molto semplice con un portale architravato e una lunetta che conserva tracce di affresco; il campanile era a vela.

Il territorio di Ofena e’ famoso fin dall’antichita’per i suoi vigneti, che danno oggi ottimi vini tipici d’Abruzzo (Montepulciano, Pecorino).


Ofena



[1] A. LA REGINA, cit.,p. 410.

[2] PLINIO, N.H., III, 107, la pone tra le città vestine, nella descrizione della IV regio, “ Vestinorum Angulani, Pennenses, Peltuinates quibus iunguntur Aufinates Cismontanes”: CIL, IX, p.324. G. DELL’ORSO, Aufinum/Ofena- La Terra dei padri- Notizie storiche della Valle del Tirino,L’Aquila-Roma, 1999.

[3] Da epigrafi rinvenute sul territorio abbiamo notizie di due magistrati (CIL, IX, 3384,3385)

[4] F. LANZONI,Le origini delle diocesi antiche d’Italia,Bibl. Apost. Vaticano, 1923, pp. 238 e 245. G. MARINANGELI, Severo Patinate dispensator di Aufinum,Roma 1963. Lo apprendiamo da una lettera del 19 novembre 475 che papa Simplicio invia ai vescovi Florenzio,Severo ed Equizio, riguardante il vescovo Gaudenzio di Aufinum.

[5] Nell’anno 998 apparteneva al comitato valvense e dipendeva dalla diocesi di Valva.

[6] Cat. Bar., cit., 1192.

[7] L. CANTALINI- A. PLACIDI,Architettura, Trasformazioni Restauro.Convento di S. Giacomo di Ofena.

[8] La chiesa faceva parte del monastero benedettino maschile ed è anteriore al 1021. Apparteneva al monastero di Montecassino, come documentato da conferme di beni da parte dell’imperatore Enrico II (973-1024), Corrado II, Ruggero I ( E. GATTOLA, Historia abbatiae Casinensisaccessiones, vol. I , 1733 , p. 318). M. MORETTI,Architettura medioevale in Abruzzo, Roma, 1971, p. 224.

 




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