Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri

Castelvecchio Subequo Castelvecchio Subequo

Il Comune di Castevecchio Subequo, adagiato ai piedi del Sirente, è posto su uno sperone di roccia del Monte Putano, a circa 500 m di altitudine.


borgo

 

Il suo territorio era abitato già in epoca italica, infatti, l’antico insediamento pelino di Superaequum era non molto distante, a sud-ovest, dell’attuale centro abitato di Castelvecchio; in questo territorio furono rinvenute, nel 1920, numerose epigrafi e, presso la fonte di S.Agata, un santuario dedicato ad Ercole vincitore


ruderi

 

Superaequum, che fu municipio dei Peligni, terzo per importanza dopo Corfinio e Sulmona (Plinio, H., III 106,12), sorse intorno al I secolo a.C. per aggregazione di più vici e fu fra i primi ad essere evangelizzato al cristianesimo, come è documentata dalla presenza di una piccola catacomba rinvenuta nei pressi, in località ‘Colle Moro’, risalente al IV secolo d.C.. Il cimitero ipogeo si sviluppa in due bracci di circa 20 m ciascuno con sepolture a fossa, arcosoli e loculi; numerose e diverse sono le lanterne qui rinvenute che insieme a graffiti facilitano la datazione delle sepolture. Con la rovina dell’Impero di Roma, Superaequum decadde, come del resto la maggior parte delle città dell’Abruzzo interno e con la conquista longobarda il nuovo borgo arroccato venne chiamato Nuffoli o Onuffolo.

Intorno all’anno mille Oderisio I conte di Valva fece costruire come cappella del suo Palazzo la chiesa di S. Giovanni Battista ed Evangelista, sui ruderi di una struttura preesistente,.

Nel 1216, in occasione della presenza di Francesco d’Assisi nella valle Subequana e della sua visita al borgo, gli fu donata la chiesetta di S. Maria ai piedi del Colle Potano con alcuni terreni in; questa, negli anni successivi (1221-1261) fu inglobata nel primo nucleo del nascente convento di S. Francesco d’Assisi, che dal 1267 al 1288 fu completato assieme all’ampliamento della chiesa.


chiesa a CAstelvecchio Subequoaffresco

Il complesso venne consacrato il 29 agosto del 1288 e sei anni più tardi accolse Pietro da Morrone, il futuro Celestino V, in una sosta nel suo trasferimento da Sulmona all’Aquila per essere eletto papa.

Nel XIV secolo il convento crebbe molto di importanza, divenendo sede di scuola di Teologia e Filosofia e vi tenne lezioni anche Fra Andrea da Gagliano. Qui, nel 1392, si ritiro’ il Conte di Celano Ruggero II, affranto dalla morte nel carcere di S. Potito del figlio ribelle, Andrea, per indossare l’abito dei Minori Francescani.

Il centro storico di Castevecchio Subequo conserva la struttura di borgo medievale, con edifici di famiglie importanti quali il Palazzo Giorgi del XII secolo, con belle bifore, o il Palazzo cinquecentesco Valeri-Tomasetti.

Degna di nota è la già citata chiesa di S. Francesco con l’annesso convento, che nell’ampliamento del 1647, da aula unica fu trasformata a tre navate con pilastri ottagonali e volta a crociera. Gli altari laterali sono stati allestiti in stile barocco e rinascimentale, mentre quello maggiore, in legno di noce, alto ben otto metri, è un capolavoro di ebanisteria. Un ciclo pittorico importante (XIV secolo) decora la Cappella di S. Francesco.

(Associazione Mu.ri.val.s cell. 3384804774)

Il Comune di Castel di Ieri è arroccato su di un colle a poco più di 500 m di altitudine, presso la via Tiburtina Valeria.

 

borgo

Conserva ancora intatto l’aspetto di antico borgo medievale fortificato con la possente torre a base quadrata che svetta sull’abitato.

Le prime presenze umane sul territorio risalgono al VII-VI secolo a.C., testimoniate da una necropoli con tombe a circolo venute alla luce nel 1987 lungo la strada che da Castel di Ieri porta a Goriano Sicoli, in località Madonna del Soccorso; fu inoltre rinvenuto un tempio del III sec. a.C., dedicato a Giove Quirino, con podio, scalinata e tre celle ed un’epigrafe musiva .

 

resti di tempio italico

Troviamo citato per la prima volta il borgo nell’anno 1112, in una bolla corografica di papa Pasquale II (ecclesiam Sancti Pii in Castello Ildegerii).

Quindi Castel di Ieri e l’intera valle Subequana venne occupato dai Normanni nel 1150.

Nel 1273 Casteldi Ieri faceva parte dell’Abruzzo Ulteriore e nel 1320 di quello Citeriore.

Nell’anno 1463 fu feudo dei Piccolomini e trenta anni dopo la città dell’Aquila cerco’ invano di aggregarlo al suo contado.

I monumenti piu’ notevoli del borgo sono la massiccia torre posta nel punto più alto del borgo, che spicca sull’abitato con la sua altezza e domina la valle sottostante a la chiesa di S. Maria Assunta in Cielo. Questa chiesa parrocchiale fu edificata intorno al XIII secolo ma fu ristrutturata ampiamente nel 1555, come riportato su di una scritta posta sull’architrave del portale d’ingresso. Durante l’ultimo conflitto fu gravemente danneggiata nella facciata, che pero’ mantenne i tratti originali rinascimentali. L’interno è a tre navate con abside centrale e nell’altare maggiore, realizzato in marmo intarsiato, sono custodite le spoglie del martire S. Donato.

All’interno del paese, in via Simonetto, spicca in palazzo del XIV secolo fatto costruire dagli Sciarpa Colonna, signori dei feudi di Goriano Sicoli e di Castel di Ieri. Presenta tre portali di ingresso realizzati in pietra e nella parte alta della facciata una bifora con colonnina tortile.



Resti di abitato sono venuti alla luce in località Campo Macrano posto a 500m SO del centro abitato. A. DE NINO, Notizie degli Scavi di Antichità1898, p72ss.

M. BUONOCORE, L’epigrafia latina di Superaequum ( Corpus delle iscrizioni),Castelvecchio Subequo, 1986.

Era retto da duoviri iure dicundoed appartenne alla tribù Sergia. E. SPLENDORE, Superaequum e i Peligni Superequani,Sulmona,1979

Scoperta per caso nel luglio del 1943, scavata nella roccia la galleria è larga 1,2 m, con volta a botte alta 2 m. A. FERRUA, Di una piccola catacomba a Superaequum dei Peligni,in Riv. Arch. Crist.,XXVI, 1950, pp. 53-85.

Archivio Segreto Vaticano, Relazione 1650 p. 28, in N. PETRONE,Francescanesimo in Abruzzo dalle origini ai nostri giorni,Tagliacozzo, 2000, p. 97.

I.G. GAVINI, Storia dell’architettura, cit. p. 440. La chiesa fu consacrata dal cardinale dal cardinale Gerardo Bianchi di Parma, vescovo di Sabina e legato per il Regnoi di Sicilia.

La località Madonna del Soccorso è situata a poco più di un chilometro da Castel di Ieri.Lo scavo archeologico eseguito a quattro metri di profondità.

Nella cella centrale è presente un’epigrafe musiva dalla quale apprendiamo del restauro del tempio ad opera di due magistrati.M. BUONOCORE, L’Abruzzo e il Molise, cit. I , 41, 51.

Venne citato anche nel 1183 da bolla di Lucio III ed ancora da papa Onorio III (1216-1227). Nell’anno 970, successivamente alle devastazione degli Amareni ( Saraceni), Lupo, figlio di Ildegerio possedeva terre nella Valle Subequana ((Chron. Casaur., cit., col. 832).

Forse costruita prima dell’invasione normanna quale torre di avvistamento e di difesa., possiede una pianta quadrangolare con base a forma di piramide tronca, con ingresso rialzato. Le sue mura sono spesse tre metri, con una scala interna a chioccola per raggiungere la parte più alta che è di circa 20 metri.

 




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