Percorso da Arischia al convento di San Nicola

Percorso da Arischia al convento di San Nicola Percorso da Arischia al convento di San Nicola

Percorso da Arischia al convento di San Nicola

Il percorso da Arischia a S. Nicola e ritorno, indicato nella mappa sotto riportata, è lungo circa 5,2 km e si snoda lungo un sentiero di campagna e bosco; non comporta nessuna difficoltà essendo praticamente senza dislivelli, a parte l’ultimo tratto, veramente modesto, verso il convento. Il tempo di percorrenza è stimato in circa 2 ore.

Mappa del percorso

 

Il percorso inizia sotto Arischia, al piazzale della sua grande Fonte dei Tre Archi, dove si arriva in auto, deviando dalla SS 80, all’altezza del piazzale verso la chiesa del Cimitero e da qui scendendo fino alla fontana.

Il fontanile è un antico monumento del XV secolo, a tre arcate, molto suggestivo.

Fonte Tre Archi

 

Seguendo il sentiero verso ovest si arriva, dopo poco più di 1 km, a un bivio, da cui si prende a sinistra e ancora a sinistra, dopo una cinquantina di metri, per proseguire fino al convento, in un sentiero marcato dalle edicole che segnano le tappe della Via Crucis.

Attualmente il convento è chiuso e non è possibile la visita all’interno; è possibile tuttavia passeggiare attorno ad esso, nel suo parco. La sua chiesa è invece aperta per le funzioni speciali, quali una specifica occasione di festa ad agosto.

Si riporta, di seguito, una descrizione del convento.

 

Convento di S. Nicola di Arischia

Da tempo, e a tutt’oggi, il convento di San Nicola sotto Arischia è chiuso e apparentemente lasciato all’abbandono e al deperimento. La sua storia inizia nel XII secolo, quando arrivano in questo territorio, da secoli amministrato dal Monastero di Farfa che vi fonda San Severo e i suoi casali che fungono da grancie, i monaci Cisterciensi che lo fondano, nell’area detta delle Cafasse, intitolandolo a San Benedetto. Nasce così il complesso monastico di San Benedetto alle Cafasse, dipendendo dal monastero di S. Spirito d’Ocre e quindi da S. Maria di Casanova. Con i Cisterciensi, tramite i loro monasteri, riprende l'economia della montagna in particolare con la ripresa della transumanza.

All’inizio del XIV secolo la diocesi aquilana esenta i monasteri cisterciensi, e quindi anche S. Benedetto alle Cafasse, dal pagamento delle decime sui loro beni, dando quindi loro una certa autonomia per espandere le loro attività legate all’agricoltura e alla pastorizia.

Si ha notizia che il monastero fu distrutto dal terremoto del 1349, ma che venne ricostruito l’anno successivo da Iacobuccio Gaglioffi.

Successivamente il monastero sarà abbandonato dai Cisterciensi per essere abitato dai Francescani spirituali che diverranno Clareni, a seguito della richiesta avanzata da due di loro, Angelo Clareno e Fra’ Liberato (rispettivamente Pietro da Fossombrone e Pietro da Macerata), e accolta dal papa, di darsi una propria Regola.

Il complesso monastico assunse allora il nome di San Nicola.

Un cartello sulla SS 80, sulla destra, un pò prima di Arischia, segnala questo convento, a cui si arriva per un sentiero nel bosco, punteggiato dalle stazioni della Via Crucis.

Convento San Nicola

 

Convento San Nicola1




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