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COMUNICATO - ANCORA UNA VOLTA DIFENDIAMO IL SITO DI AMITERNO

Ancora una volta, nel giro di pochi anni, siamo costretti a riportare l’attenzione sul sito archeologico di Amiterno che, malgrado la sua valenza storica, archeologica e paesaggistica, non sembra trovare la giusta considerazione tra quanti in vari modi ne minano l’integrità e la bellezza. Una bellezza che è patrimonio di tutti e non può quindi essere alterata, ma va preservata con determinazione. Qualche anno fa si trattava di una strada, da costruire a ridosso dell’antico teatro, che avrebbe snaturato un luogo il cui fascino è dato non solo da rilevanti testimonianze del passato ma anche dal loro dialogare con la natura circostante che le rende uniche. Oggi, un inquinamento altrettanto pericoloso per l’integrità dei luoghi è dato dal rumore originato dall’attività del vicino poligono di tiro a segno, sorto in località San Mauro, in una cava dismessa. Una cava è già una ferita per il territorio che poteva essere tuttavia sanata da un opportuno ripristino boschivo e che invece è divenuta sede di un ulteriore insulto ai luoghi. Il rumore degli spari altera e disturba inesorabilmente la visita di questi preziosi monumenti e mina anche l’immagine della nostra città che appare ai visitatori come incapace di preservare quanto di bello la storia le ha lasciato. Non è certo un modo opportuno di accogliere i viaggiatori e quanti cercano le emozioni che questo luogo sa dare, per una città che vuol fare del turismo uno dei suoi punti di forza e che dovrebbe di conseguenza curare e rendere accogliente un sito archeologico tra i più importanti, considerando la fortuna di averlo. Un sito che si sta estendendo e arricchendo di nuove scoperte negli ultimi anni e che potrà in futuro ampliare la propria offerta formativa per tanti giovani archeologi e la propria rilevanza storica, e di conseguenza turistica. Lascio ad altri le osservazioni su ulteriori aspetti dannosi del rumore, in primo luogo sulle persone ma anche sulla fauna, e auspico una riflessione collettiva che possa portare al più presto al ripristino dell’integrità di Amiterno.

 

Maria Rita Acone - Presidente Archeoclub L'Aquila


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